Indagine Saclà’/Doxa: 9 ITALIANI SU 10 SI SCOPRONO “VERDI” A TAVOLA -  Il 43% mette più verdura nel piatto rispetto a 10 anni fa’ -  ma la metà dei nostri connazionali (52%) spreca le verdure che acquista

Indagine Saclà’/Doxa: 9 ITALIANI SU 10 SI SCOPRONO “VERDI” A TAVOLA - Il 43% mette più verdura nel piatto rispetto a 10 anni fa’ - ma la metà dei nostri connazionali (52%) spreca le verdure che acquista

Una ricerca commissionata dalla Saclà - storica azienda alimentare italiana leader nel settore delle conserve vegetali - alla Doxa fotografa, per la prima volta, la passione dei nostri connazionali per le verdure. Amate dal 91% degli italiani, soprattutto giovani che guidano la riscossa dei consumi: 6 su 10 li hanno aumentati nell’ultimo decennio. Un cambiamento che riguarda anche l’approccio al mondo dei vegetali: oggi li mangiamo non solo perché fanno bene (73%) ma perché sono buoni (67%). E’ boom di consensi per le verdure conservate: nemiche dello spreco e gustose, sono le preferite del 22% degli italiani

La parola d’ordine è: non chiamatele più un “contorno”. Oggi le verdure hanno scalato posizioni su posizioni nella centralità del menu’ del Belpaese e rappresentano il piatto principale per il 64% degli italiani. E’ quanto emerge dall’indagine SACLA’/Doxa “#Gusto verde. Gli Italiani e le verdure” presentata oggi, mercoledì 29 aprile, a Milano presso il ristorante “Joia”, vero e proprio tempio della cucina vegetale. 

La ricerca mette a fuoco la passione dei nostri connazionali per Il mondo dei vegetali: numeri alla mano, si contano oggi quasi 50 milioni di italiani che amano le verdure (91%) e ben 7 su 10 le mangiano perché sono buone, svincolandole finalmente dalla logica “punitiva” di alimento da consumare solo “perché fa bene”, in cui sono state confinate per anni. Una vera e propria rivoluzione “gourmet”, guidata dai più giovani, il 58% dei quali ha aumentato il consumo di verdure negli ultimi 10 anni. E che riguarda anche un settore di grande tradizione del made in Italy come le verdure conservate: grazie ad un notevole miglioramento della qualità dei prodotti offerti e a un’innata natura “anti spreco” risultano essere le preferite da 2 italiani su 10.  

 

4 ITALIANI SU 10 NE CONSUMANO DI PIU’ RISPETTO A 10 ANNI FA’: NORD BALUARDO…

Oggi, ci dice l’indagine SACLA’/Doxa, ben 22 milioni di italiani (43%) dichiarano di consumare più verdure rispetto a 10 anni fa. Mentre il 49% le consuma in egual misura e solo e solo l’8% ha diminuito il consumo. Gli italiani mangiano verdura in media una volta al giorno e un 20% dei nostri connazionali le mangia addirittura più di 10 volte a settimana. In generale le donne (7,2 volte a settimana) consumano verdure più spesso degli uomini (6). Nord vero e proprio caposaldo del consumo 7,5 volte a settimane) mentre al Sud Italia le porzioni settimanali scendono di parecchio (5,3 volte).  Nella media al Centro Italia (6,9).

E in generale gli italiani di verdura ne consumerebbero anche di più… se non fosse per alcune barriere: in primis che ci vuole troppo tempo per prepararle (28%), poi perché la verdura non piace a tutti in famiglia (19%), a seguire la scarsa creatività nell’ideare ricette (14%) e solo per ultimo il fatto che non piacciano (7%)

 

MA NE SPRECHIAMO MOLTA, SOPRATTUTTO QUELLA FRESCA…

Oggi 1 italiano su 2 (52%) dichiara di essere costretto a gettare nella spazzatura le verdure che acquista. L’85% delle verdure che si sprecano sono quelle fresche, mentre sono solo il 9% quelle conservate e il 6% di quelle surgelate.

 

GUSTOSE E “NEMICHE DELLO SPRECO”: E’ BOOM PER LE VERDURE CONSERVATE

Cresce il gradimento dei nostri connazionali per le verdure conservate, di cui SACLA’ è leader di mercato grazie ad una serie di prodotti di alta qualità e contenuto di servizio in linea con le esigenze del consumatore moderno. Oggi, ci dice la ricerca, ci sono ben 11,5 milioni di fans e un trend positivo nei consumi negli ultimi 10 anni (+5%).  Il segreto di questo fenomeno? La metà degli italiani (52%) pensano che la qualità dei prodotti sia migliorata mentre per il 23% è rimasta stabile ed è peggiorata solo per il 9% degli italiani. Al top nell’apprezzamento olive (38%), carciofini (35%), e funghi (30%) veri e propri caposaldi della nostra tradizione.  In particolare tra i plus riconosciuti ad una verdura conservata ci sono la varietà offerta dalle aziende (63%), l’alto contenuto di servizio (49%) e il miglioramento del gusto (35%). I tre cardini su cui poggiano le aspettative dei consumatori nei confronti di una verdura conservata sono che sia sicura (57%), buona e gustosa (50%) e salutare (49%). 

 

NON SOLO UN CONTORNO… VERDURE SEMPRE PIU AL CENTRO DEL MENU’

Ben 6 italiani su 10 considerano oggi le verdure un piatto principale del proprio menu’ giornaliero, a cui non si rinuncia mai. Quelli che le pensano come solo un contorno da abbinare ad un primo o a un secondo sono il 32% della nostra popolazione, mentre solo un modesto 4% non le considera molto nel proprio menu e l’1% non le considera per niente.

 

L’APPROCCIO GOURMET: TRIONFA “IL GUSTO” DELLE VERDURE

La parola d’ordine è: non chiamatele più un “contorno”. Oggi le verdure hanno scalato posizioni su posizioni nella centralità del menu’ del Belpaese e rappresentano il piatto principale per il 64% degli italiani. E’ quanto emerge dall’indagine SACLA’/Doxa “#Gusto verde. Gli Italiani e le verdure” presentata oggi, mercoledì 29 aprile, a Milano presso il ristorante “Joia”, vero e proprio tempio della cucina vegetale. 

Le verdure – fresche e conservate – sono amate perché fanno bene alla salute (75%) ma anche perché piacciono per il loro gusto (67%). Più indietro motivazioni come il senso di leggerezza e benessere (42%) e il richiamo di un prodotto della terra (39%) mentre solo 1 italiano su 4 dichiara di mangiarle per motivi di dieta.

 

VEGANI E VEGETARIANI SONO IL 5% DELLA POPOLAZIONE

La passione per le verdure, in Italia, non è, per così dire, figlia di scelte di vita “estreme” o “ideologiche”: il consumo di verdure è considerato da 9 italiani su 10 (89%) importante per la propria alimentazione ma non a scapito di altri cibi.  Vegani e vegetariani sono il 5% (1% i primi, 4% i secondi) della popolazione.

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SIMONE RANALDI Consultant Media Relations, INC - Istituto Nazionale per la Comunicazione
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Come spesso accade nel nostro Paese, è da una intuizione  - quella di Secondo Ercole detto “Pinin” e di sua moglie Piera – che arriva nel lontano 1939 l’idea di trasformare le verdure in più che il territorio astigiano produceva in un prodotto conservato da consumare in ogni momento dell’anno. Per la prima volta la conservazione dei vegetali sottolio, sottaceto e in salamoia viene applicata su scala industriale con risultati di immediato successo. E’ l’inizio della storia di SACLA’, azienda familiare guidata ancora oggi dalla seconda e dalla terza generazione della famiglia Ercole.  Con  ben 75 anni di storia alle spalle, Saclà nel 2013 è arrivata a fatturare circa 130 milioni di euro, con più di 50 distributori in tutto il Mondo e 4 divisioni di prodotto.  Leader nel mercato delle olive, del sottaceto e del sottolio, esporta i propri condimenti pronti per pasta (pesto, sughi rossi, etc) in oltre 40 paesi del mondo. Proprio la vocazione all’internazionalizzazione è una delle prerogative di questa impresa con una quota export sul fatturato totale di circa il 50% grazie a filiali in Gran Bretagna, Francia Germania e dal 2011 anche in Usa dove solo in un anno ha moltiplicato il fatturato.

 

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